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domenica 23 dicembre 2007

Kiva

Kiva.org è una piattaforma di micro finanziamento, rivolta ad imprenditori dei paesi in via di sviluppo. Attraverso Kiva potrai finanziare direttamente un progetto di un piccolo imprenditore.
Un ragazzo Messicana vuole ampliare il proprio negozio offrendo più prodotti ai suoi clienti. Una signora dall Azerbaijan è una cuoca che necessita di un nuovo forno. Una ragazza Bulgara, vuole installare una nuova cabina telefonica VOIP nel suo call center.
Queste tre persone, insieme a molte altre, hanno deciso di rivolgersi ad alcune associazioni locali che fanno riferimento a Kiva per avere un prestito. Nei paesi poveri ottenere un prestito per cominciare una attività può essere parecchio complicato e i tassi di interesse possono essere veramente alti.
Ma allora chi può prestare a questi imprenditori i fondi per diventare produttivi?
Noi! Attraverso kiva è possibile prestare piccole somme di denaro (a partire da 25$). Se ci mettiamo 25$ io, 25$ tu e 25$ James dagli USA, insieme ad altri “creditori” in giro per internet, molto presto saremo in grado di prestare la somma necessaria.
Il denaro prestato servirà appunto a far cominciare gli affari e in 8 - 18 mesi potremo vedere tornare i nostri soldi (almeno nel 98% dei casi…).
A questo punto potremo decidere se reinvestire il capitale in altri progetti, oppure se recuperare i nosri soldi.
Ogni imprenditore ha la sua storia, la sua foto e si impegna a comunicare attraverso il sito i propri progressi.
Questo non cambierà di certo il mondo, ma molte persone ci saranno di certo riconoscenti.

lunedì 26 novembre 2007

E io pago...


A un giornale che sia registrato come organo di partito spetta - è l’art. 4 della legge n. 250 del 7 agosto 1990 che lo stabilisce - «un contributo annuo pari al 70 per cento della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi». In base a questa norma, nel solo 2006, come organo del Movimento Monarchico Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri, ha incassato 5.371.151,76 euro.
Via Diary

domenica 18 novembre 2007

Prestiti p2p



Stanno aprendo, anche in Italia, le due principali aziende che si occupano di prestiti p2p: Boober e Zopa.


L'idea è scambiarsi denaro in prestito direttamente tra persone, senza banche e finanziarie di mezzo. Offrire e ottenere un prestito risulta abbastanza semplice: qualcuno presta e qualcuno chiede. Il sistema è semplice e trasparente, grazie a internet mantieni sempre il controllo sul tuo denaro e sai come viene utilizzato. Viene comunque controllato il profilo di credito di chi cerca un prestito e gli viene asegnata una casse: A+, A, B o C. Se non rientra in una di queste, non può partecipare.


I meccanismi sono molto simili ma con "prospettiva" diversa. In Zopa i Prestatori fanno le loro offerte: "Vorrei prestare X euro a Richiedenti di classe A per questa durata e questo tasso". Il Richiedente valuta i tassi offerti e se lo attirano chiede il prestito. Se non gradisce i tassi di oggi, può ritornare domani per vedere se ci sono nuove offerte. In Boober invece è il Richiedente a scegliere anche il tasso d'interesse. Naturalmente questo deve essere abbastanza allettante perché i Prestatori sottoscrivano il suo prestito.


I Richiedenti ripagano le rate mensili via bonifico automatico (RID). Se una rata non viene pagata, una società recupero crediti si aziona con gli stessi meccanismi usati normalmente dalle banche.
Ci guadagna chi presta, che ha un tasso più elevato rispetto agli investimenti in titoli di stato, ci guadagna chi riceve il prestito che lo paga meno che se lo chiedesse in banca o peggio ancora da una finanziaria, ci guadagnano Zopa e Boober, chiedendo ai Richiedenti una commissione sulla transazione (+ una piccola quota fissa) ed ai Prestatori una commissione annuale di servizio.