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domenica 26 ottobre 2008

Wassup 2008

Splendido spot video.

Vote Obama!

venerdì 24 ottobre 2008

Il meno peggio

Il meno peggio è figlio del peggio. E’ una sua creatura. Senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio. Il peggio è il punto di riferimento dell’italiano, gli serve da orientamento. L’italiano cerca sempre di migliorare rispetto al peggio, il meno peggio è un salto di qualità. L’italiano sceglie il dentista meno peggio, legge il giornale meno peggio, ascolta la trasmissione televisiva meno peggio, lavora per la società meno peggio, vota per il partito meno peggio, si fa operare nell’ospedale meno peggio, mangia nel ristorante meno peggio, guida per la strada meno peggio, telefona con la compagnia meno peggio, respira l’aria meno peggio, abita nell’appartamento meno peggio, usa il notaio meno peggio, si fa seppellire dalle pompe funebri meno peggio nella tomba meno peggio.Il peggio è il miglior alibi dei meno peggio. Piuttosto del peggio è sempre meglio il meno peggio. Meglio dell’Alitalia, di Testa d’Asfalto, della Telecom Italia, della RAI può fare chiunque. Senza il peggio chi avrebbe votato D’Alema, viaggiato Air One, ascoltato Rete 4 o telefonato con Wind? Però… c’è un però: perché si deve scegliere tra il peggio e il meno peggio? Perché questo ricatto? Io non voglio una vita meno peggio. La pretendo normale, anzi la voglio bella, ottima, eccellente. Forse non ci riuscirò, ma devo, ho l’obbligo, di provarci.Il meno peggio ci ha portato l’indulto, l’inciucio, i condannati in Parlamento, gli inceneritori, la Campania-Chernobyl, Mastella ministro della Giustizia, un debito pubblico di 1630 miliardi di euro, la crescita economica più bassa d’Europa, il precariato, l’informazione imbavagliata, una legge elettorale incostituzionale, la Forleo e De Magistris trattati come dei criminali. Tutto figlio del meno peggio. Il peggio e il meno peggio sono come due fratelli siamesi. Inseparabili dalla nascita. Se uno muore, l’altro lo segue subito.Il miglior elettore dello psiconano è stata la sinistra di D’AlemaViolanteFassinoLaTorre e di Topo Gigio che, novello leader, lo invita pubblicamente a definire insieme la nuova legge elettorale escludendo gli alleati di Governo. Il miglior elettore dei diessini-diossini, ora pidini, è Testa d’Asfalto. Senza di lui come potrebbero giustificare la loro esistenza? E’ da 15 anni che il peggio è il loro cavallo di battaglia. 15 anni di continuo sprofondare dell’Italia, di decisioni mai prese contro il peggio. Ma cosa potevamo aspettarci di diverso? Peggio o meno peggio, sempre peggio è.
Via: Beppe Grillo

domenica 6 gennaio 2008

domenica 23 dicembre 2007

Cifre

Iniziamo dal PIL, l'Italia é il sesto paese del G7, precede solo il Canada, con 1.848 miliardi di euro (ricordo per inciso che all'epoca di Andreotti Ministro degli Esteri avevamo superato la Gran Bretagna); per il ritmo di crescita del PIL (+0,9%) siamo ultimi del gruppo dei 13; il PIL pro capite ci mette con 30.530 euro al settimo posto del G7, cioé all'ultimo. Pur fuori dal G7 anche la Spagna ci ha superati la settimana scorsa, mentre siamo “fuori concorso”(in basso) rispetto ad altri paesi fuori da questo “club” . Se passiamo all'esame della libertá economica e della corruzione é meglio chiudere gli occhi: per la libertá economica ci ha superato persino il Sud Africa, dopo USA, Gran Bretagna, Canada, Germania, Giappone, Francia, Messico, ecc.ecc. mentre siamo appena un soffio davanti al Brasile. Per la corruzione siamo praticamente l'ultimo paese della UE a parte Romania e Bulgaria. Sulla questione diritti, legge e criminalitá siamo ancora all'ultimo posto del G7 con notevole distacco dagli altri. Sulla globalizzazione (Commercio, internet, imprese, telefoni, ecc) siamo al 34º posto nel mondo, dopo aver perduto ben sette posizioni rispetto al 2006, superati anche da paesi piccoli come Singapore, Irlanda, Danimarca, Estonia, ecc. Nella stessa graduatoria la Spagna si piazza al 29º posto e il Giappone al 28º. Nell’area EURO siamo nel 2007 la nazione con il minore incremento del PIL.

mercoledì 5 dicembre 2007

Clementina (di nuovo)

La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico! Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica).
Wikipedia cita: “Il CSM è l'organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.”. Autonomia? Indipendenza?
Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa:
“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”. www.csm.it
La vicepresidente dilibertiana della commissione ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”.

giovedì 29 novembre 2007

Tre è il numero perfetto

Forza Italia non sarà sciolta (come il suo leader aveva detto nel giorno della fondazione del Partito delle Libertà; o era stato frainteso?) e dunque ora l'Italia si conferma il laboratorio politico dell'Occidente del quale parla anche Umberto Eco. L'Italia è il primo paese al mondo nel quale un solo leader politico fonda due partiti e li tiene entrambi in vita. Secondo i suoi calcoli, questo aumenta i consensi dell'insieme perché Forza Italia più Pdl (o come si chiamerà) hanno rispettivamente il 29 e il 5,4 per cento dei voti potenziali. Il 35 per cento dell'audience elettorale.

Vogliamo andare a fondo nel ragionamento? E allora, perché non aspettarci anche il terzo partito? Sarebbe un partito rivolto ai giovani. Sperimentale. Simpatico. E anche un poco sbarazzino. Il giovane produttore del prossimo partito sta già lavorando nella televisione, naturalmente. In questo schema, Forza Italia sarebbe il partito per tutti. Pdl sarebbe un partito che fa concorrenza ad An e Udc. Il prossimo partito giovanilista sarebbe invece orientato a pescare nell'indefinito mondo dei votanti non schierati o addirittura schierati a sinistra. Il vantaggio sarebbe quello di poter avere rapporti molto più precisi con i target elettorali. E che le alleanze tra i tre partiti avverrebbero in modo molto naturale e con minori difficoltà di quelle incontrate dalla coalizione di centro-destra finora. Lo svantaggio sarebbe invece quello di fare arrabbiare molto gli ex alleati. Il che si direbbe che stia avvenendo già dopo la fondazione del secondo partito. (Per la verità, l'idea potrebbe anche essere arrivata troppo tardi: l'elettorato si dimostrerà ancora tanto indifeso come ha dimostrato di essere negli anni Novanta? la rete del medium orizzontale sarà alleata o nemica di questo schema?).

Paradossi? Certamente. Invenzioni? Assolutamente. Ma anche all'inizio degli anni Ottanta sarebbe stato impensabile che un'azienda si proponesse di fare tre tv commerciali nazionali. Eppure c'è riuscita. Vediamo che faranno i concorrenti. Penso che questo scenario, assolutamente ipotetico, non sia poi del tutto privo di una verosimiglianza. Perché l'Italia è un laboratorio. Nel bene e nel male. E nel malissimo.


mercoledì 28 novembre 2007

Clementina


Il procuratore generale della Cassazione Delli Priscoli ha chiesto il processo disciplinare per Clementina Forleo. E’ il trionfo della omologazione della magistratura alla politica. Clementina ha detto: “Il collega Imposimato, l’8 settembre, mi aveva convocato in un ristorante di Roma e mi aveva preannunciato pressioni su Delli Priscoli. O Imposimato aveva ragione o è un mago”. Delli Priscoli scrive che Clementina “ha violato gli obblighi di imparzialità, correttezza ed equilibrio” nel chiedere l’autorizzazione all’uso delle telefonate tra Consorte e Ricucci e il trio Fassino Latorre D’Alema insieme a Cicu e Comincioli (Forza Italia). Clementina avrebbe “arbitrariamente coinvolto in un ingiusto danno” il quinquetto delle scalate. Clementina è anche colpevole di altri misfatti nei confronti della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Non sto a descriverli per non turbarvi, ma posso anticiparvi che ha persino detto a due poliziotti che avevano a suo avviso “sbattuto brutalmente per terra un immigrato” la celebre frase: “E’ora di finirla”.

Delli Priscoli non ha gradito che Clementina abbia chiesto che il suo avvocato venisse in possesso degli atti dell’incidente stradale in cui morirono i suoi genitori. Un “incidente” annunciato giorni prima. Infatti, Clementina Forleo, nel voler capire se i suoi genitori fossero stati assassinati per le inchieste che lei conduceva, ha: “mancato ai suoi doveri di correttezza”. Clementina Forleo ha troppo coraggio, non ce la meritiamo. Si dimetta dalla magistratura. La Giustizia è ormai un non luogo in cui vengono condannati solo i poveri disgraziati e, forse, neppure loro.


lunedì 26 novembre 2007

E io pago...


A un giornale che sia registrato come organo di partito spetta - è l’art. 4 della legge n. 250 del 7 agosto 1990 che lo stabilisce - «un contributo annuo pari al 70 per cento della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi». In base a questa norma, nel solo 2006, come organo del Movimento Monarchico Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri, ha incassato 5.371.151,76 euro.
Via Diary

mercoledì 21 novembre 2007

Comune / non Comune

In Italia esistono 8.100 comuni (fonte: www.ds.unifi.it), di questi 819 fino a 500 abitanti, 1.140 tra 501 e 1.000, 1.708 tra 1.001 e 2.000.

7061 comuni sono sotto i 10.000 abitanti. E 10.000 è il tetto previsto nel Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali per i comuni di nuova formazione. L’obiettivo del legislatore era, nel tempo, di diminuire il numero dei comuni. Il testo infatti prevede contributi statali ai comuni che si fondono. Facciamo due conti: i comuni fino a 10.000 abitanti sono 7.061 per una popolazione pari a 8.049.053 abitanti. Se la dividiamo per 10.000 otteniamo circa 800 comuni per accorpamento.
OTTOCENTO contro SETTEMILASESSANTUNO.
Quanto farebbe risparmiare? Ma non c’è solo il risparmio, c’è anche l’efficienza. I comuni di uno stesso territorio hanno gli stessi problemi. Frazionare i municipi, oltre a essere un esercizio costoso, porta spesso all’immobilismo o a decisioni divergenti. Un comune fa il depuratore a valle e quello a monte non ha nemmeno la fognatura. Risultato: costi pubblici (depuratore) insieme alla m..da privata.
Nei piccoli comuni non si elegge il sindaco, ma uno di famiglia. Talvolta il figlio del sindaco precedente. O comunque un familiare di secondo o terzo grado comunale.

domenica 18 novembre 2007

La rivolta non è la rivoluzione

La Casta. Grillo. Anno Zero. Report. La rabbia verso la Rai. Verso il governo. Verso l'opposizione. Verso Roma. Verso gli immigrati. La rabbia scomposta, giustificata. E' la rivolta.
La rivolta può non essere fisicamente violenta. In questi giorni, c'è una rivolta generalizzata contro il potere.
E' solo una rivolta e non una rivoluzione perché è scomposta. Perché non è condotta da un progetto. E' scomposta perché sottende richieste che possono apparire giuste in sé ma non tengono conto delle compatibilità dell'insieme. La rivolta contro le tasse, contro le discariche, contro la corruzione, contro l'incoerenza dei politici, contro l'avidità dei capitalisti, contro la mancanza di lungimiranza dei leader, contro la povertà dei programmi televisivi, contro la malasanità, contro la precarietà, contro il monopolio, contro i commercianti che hanno approfittato dell'euro, contro l'euro... Tutte istanze giustificate. Ma si può pensare di passare da una situazione sbagliata a una giusta senza tener conto della storia? La passione è una componente. L'altra è l'intelligenza.
Il potere resiste facendo il muro di gomma. A chi non vuole cambiare le cose basta non far nulla e aspettare che chi le vuole cambiare si stanchi.
I rivoltosi si stancano, perché non hanno una strategia che li sostenga nel lungo periodo.
La rivolta diventa rivoluzione, anche non violenta, anche storica, quando c'è una progettualità che le dia una strategia.
Credo che la riuscita di un vero progetto di società più decente sia una necessità. Le compatibilità del bilancio pubblico si devono accettare come una priorità. La concorrenza, tanto feconda, va insieme con una certa precarizzazione. L'equilibrio ambientale va insieme con la ricerca di fonti alternative ma anche con la decisione sul trattamento dei rifiuti. Una società consumista non diventa verde con un atto di bacchetta magica. Le regole vanno cambiate, ma anche rispettate. L'evasione fiscale non è il modo giusto di protestare contro l'eccesso di tasse.
La strategia parte dalla consapevolezza che ci stiamo trasformando. Lasciamo l'epoca industriale ed entriamo nell'epoca della conoscenza. E' ovvio che siamo disorientati. E' necessario imparare. Pensare.

sabato 10 novembre 2007

"Pacchetto sicurezza"

In Italia sono in vigore circa 66.000 leggi. Per darvi un termine di paragone Francia, Germania ed Inghilterra ne hanno meno di diecimila.Nelle solite fasi emergenziali italiane assistiamo ad un concerto bipartisan che vuole definire, specificare, promuovere l’ennesimo pacchetto di leggi per il problema del momento: la sicurezza.
Non c’è un solo politico che abbia realizzato che in Italia di leggi ce ne sono a sufficienza per qualsiasi tema. Il problema vero è che ammesso e non concesso che queste vengano applicate, che i tempi di un processo siano ragionevoli la pena eventualmente imposta finisce in un sistema di “tutele e benefit” che rende impossibile il suo essere scontata.


Via: Robinik

Report

Ma perchè il giorno dopo una puntata di Report, i giornali non riportano nulla di quello di cui si è parlato, mentre dopo una puntata di Porta a Porta trovo decine di articoli che riportano, commentano e rispondono a quello che è stato detto dal politico, dalla soubrette o dall'opinionista invitato?



Via: Wittgenstein

Droga e droga

Le droghe sono vietate ovunque in Italia tranne che in Parlamento. Il cittadino non parlamentare che fa uso di hashish è un delinquente da punire. Aldo Bianzino è stato arrestato per coltivazione di canapa indiana nel suo orto. Era un falegname. Viveva con la famiglia a Pietralunga, sulle colline vicino a Città di Castello. Nel carcere di Capanne è stato pestato a morte. Il medico legale ha riscontrato 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate. Lascia una moglie e un figlio, aveva 44 anni e non aveva mai fatto male a nessuno. Un fisico esile, capelli biondi come quelli di un altro falegname finito in croce. Aldo è invece finito prima in cella di isolamento e poi al cimitero.




Via: Beppe Grillo

venerdì 2 novembre 2007

Mastelliade

* 40 mila euro versati a Clemente Mastella stesso per collaborazioni giornalistiche.

* 14 mila euro per l’acquisto di torroncini di Benevento spediti dai coniugi Mastella agli amici.

* 12 mila euro versati allo studio di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente.

* 98 mila euro per viaggi e trasferte di Sandra Mastella (moglie), Pellegrino Mastella (figlio), Alessia Mastella (nuora) ed Elio Mastella (figlio).

* 1.150 euro per regali acquistati al centro commerciale Cis di Nola da Sandra Mastella.

* 4.000 euro per la benzina del Porsche Cayenne di Pellegrino Mastella.

* 36.000 euro per un contratto con la società Acros, di cui è socio al 50 per cento Pellegrino Mastella.

E così via: fino all’assunzione come giornalisti al Campanile di Pellegrino e Alessia Mastella, e altro ancora.

Potete leggere tutto sull'Espresso....

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/11/01/i-torroncini-di-clemente